Archivio mensile:maggio 2016

Vini e Solfiti

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Vini senza solfiti aggiunti, impossibile?
A cosa servono i solfiti?
L’enologia corrente ritiene indispensabile l’impiego dell’anidride solforosa perché consente di mantenere sotto controllo lo stato microbico e ossidativo del mosto-vino con relativa facilità e contenendo al minimo le spese.
L’impiego dei fumi di anidride solforosa, prodotto dalla combustione di zolfo per risanare i tini è una pratica molto antica.
Il suo utilizzo in vinificazione, invece, risale al periodo successivo alla Seconda Guerra Mondiale e si è diffuso enormemente nonostante gli evidenti rischi per la salute.
Infarciti di solfiti
L’anidride solforosa (SO2) è tossica per inalazione, corrosiva e irritante per le vie respiratore e il tubo digerente e provoca alterazione nel metabolismo di alcuni aminoacidi e della vitamina B1.
La FDA (Food and Drug Administration) statunitense ne ha proibito l’uso sui cibi da consumare freschi e la Svizzera e l’Australia ne hanno vietato l’impiego.
In effetti, oltre che in vinificazione, i solfiti vengono usati in moltissimi alimenti: baccalà, gamberi, crostacei freschi o congelati, frutta secca, prodotti sottaceto e sottolio, marmellate, etc.
Proprio per questo, la dose giornaliera ammissibile di anidride solforosa per l’uomo stabilita dall’Organizzazione mondiale della sanità viene spesso superata con facilità, anche da un bevitore moderato.
Vini senza solfiti aggiunti, impossibile?
Meglio biologico
Ecco perché alcuni disciplinari di agricoltura biologica  hanno dimezzato i limiti di legge consentiti per i vini convenzionali.

Alcuni viticoltori più sensibili e coraggiosi oggi vinificano senza aggiunta di SO2(anidride solforosa).

Per fare questo è necessario programmare la vinificazione sin dal vigneto tornando ad una vigna senza chimica e meno tecnologica in modo da ottenere vini unici, inimitabili.
La coltivazione deve essere biologica o biodinamica, rispettosa della zona del vitigno, evitando forzature come irrigazione, concimazioni chimiche e antiparassitari sistemici che tendono a stimolare la produzione quantitativa della pianta a scapito di quella qualitativa.
Vino buono in corpore sano!
In questo modo il vino acquista valore anche come integratore alimentare e si può inserire nella dietetica clinica perché vengono esaltate le proprietà medicamentose dell’uva.
Questi vini senza SO2 (anidride solforosa)sono più ricchi di antiossidanti, come i poli-fenoli e in modo particolare di Resveratrolo, dalle note proprietà anti-cancerogene.
[“Questo antiossidante, ritenuto una vera e propria fonte di giovinezza, in verità è stato trovato essere attivo nel ridurre il colesterolo LDL, o cattivo, prevenire le malattie cardiache e cardiovascolari, e anche il cancro.
Altri benefici, oltre al effetto  anti-invecchiamento sarebbero un’azione benefica contro l’infiammazione organica e nel controllo del metabolismo.
Ma come fa il Resveratrolo a essere così benefico, come una sorta di tuttofare?
A dare finalmente una risposta sarebbero stati i ricercatori dell’Università della Florida – The Scripps Research Institute (TSRI), che hanno identificato una delle vie molecolari che il Resveratrolo utilizza per produrre la sua azione benefica.”]
Un vino che oltre ad essere piacevole al gusto, dà forza e coraggio per affrontare gli eventi della vita, vivo e ricco di energia vitale.
Un Vino ottenute da uve sane che non contengono chimica e che vengono vinificate utilizzando il minimo indispensabile di solfiti non fa venire il mal di testo e bruciori di stomaco.
Vuoi sapere quello che Bevi? Leggi l’etichetta solo così puoi capire se un vino è Genuino o no.
Noi siamo per la Qualità non siamo interessati alla quantità a discapito della Qualità.
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