Archivio mensile:Ottobre 2011

Vegani & Vegetariani non vogliono bene agli animali.Vi spiego Perché?

salumi senza conservanti

Porci liberi al pascolo

Voglio farti una domanda:

Secondo Te se qualcuno non si prendesse cura degli animali domestici
(Pecore,Capre,Asini,Cavalli,Porci,Galline,Bovini,Oche,Tacchini ecc.ecc.ecc).

Cosa succederebbe?

Te lo spiega Nandino:

La loro estinzione come specie non soltando come razza, cosa già avvenuta per alcune razze negli anni trascorsi (razze autoctone scomparse perchè non produttive come le altre).

Sono d’accordo totalmente che gli animali, non devono essere maltrattati, non devono soffrire, non devono essere sfruttati, devono vivere bene, ma, non posso accettare che i Vegani e Vegetariani dicano che ” vogliamo bene agli animali” e per questo non bevono latte, non mangiamo formaggi, non consumano carne, ecc.ecc.ecc..

Tutto ciò non è vero, è falso perché così facendo si mette indiscussione la vita degli animali e l’equilibrio ambientale, perchè tutti gli animali sono parte integrale del sistema ecologico-ambientale.

Ti spiego il perchè facendoti un esempio pratico, “reale”.

Ho liberato undici anni fà dei maiali carcerati per farli diventare liberi Porci, per farli vivere bene, per accudirli nel miglior modo possibile ma mi dici come avrei fatto a fare tutto ciò se non sacrificavo una parte di loro. Come avrei potuto dar vita alla loro specie ?

Come avrei fatto e faccio tutti i giorni a dar loro da mangiare e a prendermi cura di loro, quando non c’è pascolo a disposizione e ho bisogno dei cereali per nutrirli, come faccio ? e come faccio a pagare il collaboratore che insieme a me li accudisce e come faccio a dar da mangiare alla mia famiglia se mi occupo a tempo pieno solo di loro?

Tu Vegano o Vegetariano andando a lavorare fai dei sacrifici per i tuoi figli per farli crescere, i genitori degli animali quali sacrifici fanno per dar da mangiare ai propri figli?

Il motivo per cui uno vende il latte della mucca, della pecora o della capra o l’uovo della gallina o la carne dei porci è perché la maggior parte di quei soldi che ricava gli servono per alimentare e accudire il resto degli animali altrimenti non esisterebbero, oltre a mantenere lui, la sua famiglia e i suoi collaboratori.

Allora smettetela di ereggervi a difesa degli animali dicendo delle assurdità (causando danni sia agli animali che ai vostri figli).

Impegnamoci invece di concreto nel miglioramente della vita degli animali che si potrebbe anche allungare, ma per fare ciò c’è un costo da pagare, non si può pretendere come dice un vecchio detto.

“Vuoi la moglie Ubriaca e la botte Piena”

Tornando ai miei Porci oltre a vivere liberi, vivono il doppio dei maiali carcerati e potrebbero vivere ancora il doppio se non il triplo, ma per fare tutto questo avrei bisogno di cereali che servono alla loro alimentazione, a non far partorire più le scrofe, non farle più accoppiare col verro, insomma in poche parole fermare il ciclo di vita, la loro esistenza.

Quando ho chiesto ai vegani e vegetariani che mi chiamavano criminale di risolvere questi problemi nessuno mi ha risposto.

Aspetto commenti e se possibile idee e proposte ragionevoli.

Liberiamo gli animali dalle stalle (carceri) e portiamoli nei pascoli vivranno meglio loro, noi e l’ambiente.

Finalmente qualcun’altro ci stà seguendo

I Porci di Nandino al Pascolo

Ho trovato questo articolo su internet scritto dal giornale “La Repubblica” e l’ho voluto postare sul mio blog,perché l’idea del Sig Labadini la Fiordisalumi la già realizzata da più di dieci anni.Ecco l’articolo:

TITOLO

Tutti gli uomini del maiale
Labadini e i suini al pascolo.

Allevatori, produttori di mangimi, ristoratori e macellatori ospiti del titolare dell’azienda di Stradella di Collecchio che ha riunito i rappresentanti della filiera per ridare consistenza a un settore troppo disgregato. L’esperimento di una… prateria per i maiali al posto dei box
di ALESSANDRO TRENTADUE

Tutti gli uomini del maiale Labadini e i suini al pascolo
Se la ride Rolando Labadini mentre più di cento invitati assaggiano i suoi prodotti.
Guarda il produttore di mangime per maiali che versa da bere al veterinario, mentre l’allevatore scherza con il macellatore che triturerà i suoi porcelli.
Ci sono tutti i rappresentanti della filiera alimentare del suino al tavolo del titolare dell’azienda di Stradella di Collecchio, che ieri ha organizzato una cena per farli conoscere a base dei suoi salumi artigianali.

“L’idea non è quella di farci pubblicità – spiega l’ospite mentre stringe mani a destra e a manca – ma di riunire tutti i componenti dell’industria del maiale che a mala pena comunicano tra loro”.

Sì perché troppo spesso, secondo il padrone di casa, manca un contatto tra i professionisti del suino, che a volte addirittura non sanno da chi proviene il mangime per i loro animali, o che fine farà la carne che poi vendono.

“Inoltre manca un’appartenenza al settore – continua Labadini – ognuno pensa al suo interesse e la catena produttiva si indebolisce”.

Qualche esempio? Produttori di mangimi che realizzano cibi scadenti per risparmiare, allevatori che poi li danno ai loro animali pregiudicando la qualità della carne che poi arriva nelle mani dei macellatori. Un danno dopo l’altro nella scala gerarchica degli uomini del maiale.

“Alla fine chi ci rimette è il cliente del ristorante o della gastronomia – conclude l’imprenditore – che si ritrova tra le mani un cattivo prodotto”.

Da qui l’idea di mettere allo stesso tavolo allevatori – per lo più lombardi – e produttori di mangimi, macellatori e titolari di gastronomie. Non solo del parmense, ma provenienti dalle regioni confinanti.

E tutti sembrano andare d’accordo davanti a un piatto di risotto con la pasta di salame. Annuiscono di fronte al cotechino bollente. Diventano ancora più rossi e concordi dopo qualche bicchiere di lambrusco e malvasia.

Ma forse è proprio questa la strategia del padrone di casa.
Veterinario, da trent’anni nel settore zootecnico, Rolando Labadini si occupa di creare ricette per integratori e mangimi naturali che poi vende agli allevatori di maiali soprattutto in Lombardia.

Nell’aprile del 2010 ha rilevato l’azienda di Stradella. Una realtà artigianale con una decina di dipendenti dove – assicura – si producono salumi come si faceva una volta. Senza macchinari moderni e nessun rapporto con la grande distribuzione. E dove si pratica ancora la concia delle carni con il vino. Una mezza bottiglia di malvasia secca di Torrechiara ogni cento chili di impasto. Così per salame e strolghino, e anche nei pezzi interi – culatello, fiocco e coppa – prima di legarli.

SUINI AL PASCOLO Tra le trovate per migliorare la qualità dei suoi prodotti, il prossimo mese Labadini è pronto a partire con l’esperimento dei maiali al pascolo.
Tra i primi in Italia – fatta eccezione delle razze autoctone – ha trovato un terreno a Sant’Andrea Bagni che metterà a disposizione di cinquanta maiali, liberi di muoversi tra i castagneti e nutrirsi con erbe e radici per quattro mesi. Un progetto costoso su cui l’imprenditore ha deciso di puntare, convinto che la carne degli animali che pascolano in diversi ettari a disposizione sia decisamente migliore di quella dei loro colleghi segregati negli angusti box degli allevamenti.

L’articolo finisce Qui.

Nandino il contadino della Fiordisalumi deve però fare un appunto il primo in Italia a liberare i maiali dalle carceri per farli diventare liberi Porci(vedi vari documenti sul web)è stato Nandino .Auguri Dottor Labadini spero un giorno di conoscerla personalmente e speriamo di diventare sempre più numerosi su questa strada per il bene della collettività.